Un Mito Divenuto Leggenda Cervino: una montagna sola e tante denominazioni

Mons Silvius,Mont Servin,Cervin, Monte Servino, Grand’Becca, Matterhorn, Monte Cervino…. Sulla più bella montagna del mondo si sono scritti tanti libri da farne, se non proprio un’altra montagna, certo un bel mucchio !

Tra le leggende più famose si ricorda quella della nascita del Cervino legata al nome dell’Ebreo Errante, Ahasvero, che faceva il calzolaio a Gerusalemme, ai tempii di Nostro Signore.Salendo al Calvario Gesù, spossato, si fermò davanti alla sua bottega, ma il calzolaio lo cacciò dalla sua soglia,intimandogli di camminare. Allora il Signore, con voce triste gli profetizzò che avrebbe camminato fino alla consumazione dei Secoli, senza sosta né riposo,poiché aveva respinto il Figlio dell’Uomo.

Così Ahsvero percorse tutte le strade del mondo fino a giungere nella valle dove oggi svetta il Cervino, allora fertile altopiano sul quale, tra verdi praterie ed ubertosi vigneti, sorgeva un centro florido e felice, con attivi scambi commerciali che legavano, attraverso il colle che si chiamerà poi del Teodulo, gli abitanti della Valtournenche e quelli di Zermatt, nel versante opposto, in Svizzera.

Gli abitanti del villaggio, vedendolo triste e stanco, gli offrirono del cibo ed un giaciglio, ma egli li avvertì: “ Io sono l’Ebreo Errante, il Maledetto da Dio : guai a chi avrà pietà di me !”.

Ma essi, noncuranti delle sue parole,vollero dargli ugualmente dle cibo e gli prepararono un letto: quando riprese il cammino, lo invitarono i nuovo nella Valle.

Quando ritornò, forse mille anni dopo,tutto nella valle era cambiato: al posto dei prati e della fertile campagna,delle case e delle strade, solo una coltre di neve e ghiaccio su cui si levava una piramide irta di rocce che sfidava le furie dei venti: il Cervino . Ahsvero allora, gravato dal peso della maledizione che portava su di sé, si accasciò ai piedi di un masso e dai suoi occhi perennemente asciutti sgorgarono due rivi di lacrime gelide e brune che , raccogliendosi in una conca ai piedi della vetta, formarono il lago che fu chiamato Nero e che tuttora esiste a pochi metri dal rifugio Oriondé.

L’altra leggenda, forse più famosa, collega la nascita del Cervino a famoso personaggio di Rabelais, il gigante Gargantua. Secondo tale tradizione, il gigante, stabilitosi in Valle d’Aosta, divenne re ed organizzò una grande festa in onore dei suoi sudditi, con cibo e vino a volontà.Dopo la festa egli, cuioso di conoscere cosa ci fosse aldilà della catena di montagne che chiudevano la Valtournenche con una catena impenetrabile ed aiutato dall’ebbrezza del vino, salì fino al crinalee si mise a cavalcioni. Sotto il suo peso però, la montagna cedette franando rovinosamente e , tra le gambe divaricate del gigante, rimase ritta solo più la piramide monolitica del Cervino.

LE ORIGINI DEL NOME

Dal libro del CAI Valle d’Aosta “ Chissà perché si chiama così. A spasso nel vocabolario dei monti valdostani” abbiamo tratto qualche passo interessante.

Una leggenda narra le vicende dell’ostessa del Breuil ( Breil, poi Breuil, è la voce ligure per piano lacustre, pascolo irrigato, bruhl in tedesco, broglio in italiano antico). Questa gestiva una taverna dove pellegrini e commercianti effettuavano l’ultima sosta prima di salire al colle del teodulo e dove regolarmente erano imbrogliati perché la donna serviva loro del vino annacquato.

Per punizione, alla sua morte, la donna disonesta fu costretta a salire ogni notte per l’eternità sul ghiacciaio a dividere l’acqua dal vino: il suo lavoro di “ cerne vin” avrebbe originato il nome della montagna.

A questa spiegazione pittoresca e leggendaria, se ne sono aggiunte altre. Il toponimo potrebbe derivare dal celtico “ caravino”, piccolo cervo; da “ caravos” contenente l radice CAR , pietra, quindi montagna rocciosa; o dalnome del generale romano Servius Galba; dal latino “ silva”, selva, foresta, diventato nella parlata regionale “serva”, “ serve “ ( nel francoprovenzale è frequente il passaggio dalla L alla R ).

Il Mont Servin, nome attribuito prima al Teoulo e poi alla vetta, sarebbe un’altura sopra le foreste, un tempo estese fino ai piedi della montagna.

Nel 1680 i Duchi di Savoia lo chiamarono sulle loro carte Monte Servino ,ma nel 1789 lo scienziato ed alpinista ginevrino Horace-Bènédict de Saussure diffuse il suo nome con un’ortografia errata ed il Servin divenne Cervin.

In lingua tedesca è Matterhorn, corno di Matter, dove “ matte, mett” è l’alpe, l’alto pascolo, come in Zermatt, nel piemontese Monte Matto e l’alpe di Met vicino ad Aosta.

Per le Guide Alpine della Valtournenche è sempre la Gran Becca , termine che discende dal celtico “ pic” , attraverso il tardo latino” beccus”, da cui il francese “bec” e l’italiano “ becco”, oltre che “piz “ e “ picco”.

L’origine comune è il preindoeuropeo “ PIT,PIK” punta, oggetto aguzzo, che si ritrova anche nel vicino Pic Tyndall dal nome del fisico irlandese che per primo vi salì nel 1862 con Jean-Antoine Carrel e due guida

I PERSONAGGI

EDWARD WHIMPER (1840-1911 ) e JEAN-ANTOINE CARREL ( 1829-1890)

Nella storia dei numerosi tentativi, due personalità emergono sulle altre per la tenace volontà di conquista: ad entrambe andrà la vittoria sui due opposti versanti, quello svizzero il 14 luglio 1895 e quello italiano il 17 luglio dello stesso anno.

Il successo arrise ai due alpinisti dopo ben 18 tentativi storici che precedettero la conquista: 14 per la cresta del Leone, 3 per la cresta dell’Hornli, 1 per la parete Sud .

Cervino: una montagna sola e tante denominazioni