Ecco l'articolo scritto da Marco Berchi su Repubblica.it Cervino. La prima ascesa 150 anni fa

Nel luglio 1865 le prime ascese alla "montagna che sembra una montagna". Il via alle celebrazioni, sia in Svizzera che in Italia.

Impegnati a far curve ben "tirate" sulle nevi di uno dei comprensori più belli delle Alpi, le migliaia di sciatori che in queste ore solcano le piste di Cervinia e di Zermatt, non riflettono certo sul fatto che non è sempre stato così e che lo sfondo dei loro selfies, solo pochi decenni fa, era del tutto diverso. Niente funivie, niente après-ski, 150 anni fa. Solo due villaggi di alta montagna, uno nella selvaggia conca del Breuil e l'altro in un alta valle del Vallese, e un pugno di montanari che strappavano la vita tra pascoli e ghiacciai.

Uguale a oggi c'era solo "lui", il Cervino, la Gran Becca, con il suo fascino magnetico di "montagna fatta a forma di montagna" che stava per rendere quelle due vallate teatro di una delle più epiche avventure della storia umana: quella della conquista del Cervino. È passato un secolo e mezzo da quel 1865 che vide la prima salita da parte dell'inglese Edward Whymper, e la mobilitazione organizzativa per le celebrazioni dell'anniversario è già partita da mesi in Svizzera e da qualche settimana anche sul versante italiano.

La storia della prima scalata è intrecciata di competizione e cavalleria, di ardimento e di sfortune, con l'Italia da pochi anni unita che trovava nel biellese Quintino Sella, fondatore del Cai, l'emulo dei grandi alpinisti britannici; con questi ultimi che capitanati da Whymper avevano nel mirino, prima dal lato italiano e poi da quello svizzero, "il più nobile scoglio d'Europa"; con le guide e i montanari dei due versanti che si accollavano l'onere tecnico dei tentativi; e infine con il colpo vincente del britannico e con la tragica caduta durante la discesa di quattro dei sette membri della sua cordata. Era il 14 luglio 1865 e oggi nel moderno museo Zermatlantis, nel centro di Zermatt, una teca racchiude lo spezzone di corda di canapa tranciata che costò la morte dei quattro.

A rendere ancora più epica la vicenda, il contemporaneo tentativo italiano lungo la cresta del Leone guidato dal valdostano Jean Antoine Carrel che, giunto a poca distanza dalla vetta, vi vede arrivare per primi i trionfanti anglo-elvetici, ridiscende deluso a Valtournenche e due giorni dopo riparte giungendo in vetta il 17 luglio. In pochi giorni la Gran Becca che pareva invincibile era stata scalata lungo due diverse vie di salita.

Proprio una salita contemporanea lungo le creste dell'Hörnli e del Leone sarà uno dei clou delle manifestazioni del 150°, il 17 luglio, con la partecipazione di alpinisti italiani, svizzeri, francesi e inglesi e la celebrazione di una Messa in vetta. Tre giorni prima, nella data fatidica del 14, sarà la giornata del silenzio: il Cervino sarà chiuso a qualsiasi attività alpinistica in segno di rispetto per la memoria delle vittime della prima ascensione e di tutte le altre vittime della montagna.

Per turisti e appassionati saranno davvero moltissime le occasioni per avvicinarsi a una delle montagne-simbolo delle Alpi e alla storia delle popolazioni alpine della Valle d'Aosta e del Vallese. Spulciando il programma che per il versante italiano sarà disponibile sul sito ecco una rappresentazione teatrale, diverse mostre tra le vie di Cervinia e nella sede della Società delle Guide del Cervino, un concerto all'aperto dedicato a Carrel, l'illuminazione notturna della montagna (10 - 20 luglio), spettacoli pirotecnici, gare di skyrunning e una notte bianca la sera del 16 luglio.

Testimonial di spicco del 150° di parte italiana sarà uno degli eredi di Carrel, la Guida del Cervino Hervé Barmasse (www.hervebarmasse.com). Alpinista di spicco nel panorama internazionale, Barmasse, nato a Valtournenche, ha firmato numerose prime solitarie sulla Gran Becca e durante tutto il 2015 sarà protagonista di un fitto calendario di appuntamenti culturali e di conferenze che avranno per sfondo la conquista del Cervino e le sue imprese più recenti. Primo appuntamento al Trento Filmfestival, con una serata condotta insieme a Reinhold Messner (8 maggio), poi presenze all'Expo 2015, l'uscita di un libro e di un docu-film realizzato con il regista Nicolò Bongiorno, che dal padre, il celeberrimo Mike, ha ereditato la passione per la montagna, e per quella in particolare.

Sul versante svizzero, Zermatt ha acceso i motori promozionali del 150° sin dalla scorsa estate. Oltre alla scalata contemporanea del 17 luglio e allo scambio di delegazioni ufficiali con i valdostani, il clou delle celebrazioni sarà l'allestimento di un grandioso spettacolo all'aperto che andrà in scena dal 9 luglio al 29 agosto. "The Matterhorn Story" sarà una rappresentazione in tedesco, italiano ed inglese in un'arena di 700 posti allestita sul Riffelberg, in uno scenario che da solo varrà il prezzo del biglietto. Tra gli altri eventi, la riapertura del rifugio dell'Hörnli, animazioni teatrali con costumi d'epoca nel centro abitato, conferenze, incontri, prime cinematografiche.

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